Il Blog dei cattivi pagatori

qui scrivono le vittime innocenti di CRIF CTC EXPERIAN CAI

E al cattivo pagatore non resta che rivolgersi al banco dei pegni

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Nessun cappotto logoro nè toppe sugli abiti. Chi, oggi, si affida al ‘banco dei pegni’ nulla ha a che fare con i personaggi in bianco e nero delle pellicole di Totò. Liberi professionisti, pensionati, persone più o meno benestanti, sempre di più sono quelli che, in genere a causa di un imprevisto, hanno bisogno urgente di liquidità.

Perché quando lo stipendio basta appena a coprire le spese — la crisi non è più una novità — una lavatrice da ricomprare o un guasto da far riparare, creano una necessità. E il pegno è un modo rapido per avere contante e senza dare troppe spiegazioni. Perché un po’ di quella vergogna di chi non ha altre alternative, nelle persone che ricorrono a questo tipo di prestito, ancora c’è. Fosse solo per tutelare l’immagine collegata al tenore di vita che si mostra all’esterno.

Una legge del 1995 ha imposto ai vecchi banchi dei pegni di entrare a far parte degli istituti di credito. Il finanziamento, normalmente, dura 6 mesi e sono consentiti al massimo tre rinnovi. La polizza di pegno è un documento, un titolo di credito al portatore: il disimpegno, quindi, può essere fatto anche da un familiare. Una polizza, quindi, che può e deve essere sottoscritta alla luce del sole continua

Written by il cattivo pagatore

Febbraio 15, 2009 a 15:54

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